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Mostra fotografica

Il primo agosto 1966 cessa il servizio sulla tratta ferroviaria Como-Varese (Malnate-Grandate) che era stata inaugurata nel settembre 1885.
La cessazione, ufficialmente solo sperimentale, diviene poi rapidamente definitiva, portando a compimento un disegno già chiaramente espresso dalla dirigenza delle Ferrovie Nord da più di un decennio. Le motivazioni addotte sono sostanzialmente economiche: scarso utilizzo tale da rendere antieconomico il suo mantenimento, necessità di provvedere ad ammodernamenti non compensati dagli utili. Negli anni immediatamente seguenti cessa completamente anche il rado traffico merci e la linea viene completamente ed irreversibilmente smantellata (rimozione totale dell’armamento e della palificazione, abbandono del sedime e dei fabbricati).
E’ questa radicale cancellazione il vero errore su un piano di prospettiva storica.
Di li a poco infatti i nuclei urbani sarebbero esplosi per le forti ondate immigratorie interne e l’incremento demografico dei decenni seguenti avrebbe potuto dare nuova linfa al servizio. A  condizione però di poter ripartire da una infrastruttura ancora esistente, benché da rimodernare.
Oggi paghiamo le conseguenze di quella scelta in termini di congestionamento del traffico stradale, con la considerazione ancor più paradossale che la gran parte del tracciato è sempre rimasta libera dall’edificazione, anche se interrotta in alcuni punti strategici proprio dalla viabilità ordinaria.
Nei sui ottant’anni di esercizio la ferrovia ha accompagnato la crescita della comunità locale: ha condotto presso la Tessitura Stucchi decine di operai e ne ha distribuito le merci, ha accompagnato agli studi generazioni di giovani, ha contribuito ad allacciare relazioni con il territorio.
Oggi rimane il ricordo (rievocato in questa mostra), ma anche la sensazione di un vuoto funzionale mai risolto.