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Ferrovia Como - Lecco

Como-Lecco - la storia

Anteprima dell'articolo al numero 33.12 di Tale&a.

La vivace attività delle numerosissime manifatture che si erano distribuite sin dagli albori della rivoluzione industriale lungo la fascia pedemontana alpina tra Brescia, Bergamo, Lecco, Como e Varese, costituiva di per sé motivo più che valido perché, con l’avvento della ferrovia, si discutesse del ruolo che la nuova infrastruttura avrebbe potuto avere nell’assicurare i collegamenti vitali per quelle attività economiche. Ma la questione tardò a trovare soluzione in progetti operativi a causa della eccessiva polverizzazione di quelle stesse manifatture sul territorio.
Possiamo identificare nel 1873 l’"incipit" della vicenda specifica della Como-Lecco, allorquando si mise in evidenza la Provincia di Como che finanziò lo "Studio sulle linee ferroviarie che avrebbero potuto soddisfare i crescenti bisogni di mobilità della popolazione e le esigenze delle sue industrie e del suo commercio". Nel 1879 venne invece promulgata dallo stato la legge (n° 5002) che autorizzava la costruzione delle Linee Ferroviarie Complementari e nel contesto la Provincia di Como otteneva le risorse finanziarie per costruire e gestire la Como-Varese-Laveno e la Saronno-Malnate. La linea su Lecco restava quindi inizialmente in disparte non senza il clamoroso rancore dei brianzoli, «abitatori di questa valle di lagrime», i quali tuttavia non si diedero per vintiSi costituirono comitati e si vantarono gli attributi della nuova linea «tanto per viste militari quanto per economiche risultanze» e si decretò la convenienza dell’abbandono di linee concorrenti tra cui la Lecco-Desio e la Seregno-Malgrate-Lecco che, seppure puntualmente concepite, non avrebbero mai conosciuto la realizzazione. Un ruolo di primo piano, benché non privo di contraddizioni, ebbe l’Ing. Giosuè Pensa. In questa fase egli risulta l’estensore di uno dei progetti di fattibilità, che troviamo efficacemente illustrati dal "concorrente" Ing. Tatti nel settembre 1880: "… sono segnati con chiarezza gli andamenti delle tre linee studiate, quello cioè del Sig. Ing. Pensa che dirò il settentrionale, quello del mio Progetto (con Ing. Milesi - n.d.r) suaccennato che dirò il meridionale e quello dei Sig. Ing. Orsenigo e Benussi che è una variante del mio, si scorge che tutti e tre hanno comuni il punto di partenza dalla stazione della Guzza sulla linea Como-Milano, ed il punto di arrivo o di raggruppamento in prossimità di Orsenigo, sia che pel tratto successivo prevalga il partito che tende a tenere la linea bassa per toccare Oggiono, sia che prevalga il partito per tenerla alta passando per Erba".
La parola definitiva venne pronunciata a Roma, dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e quindi dallo stesso Ministero, il quale con dispaccio del 24 dicembre 1881, comunicava alla Provincia: "… che non occorreva intrattenersi circa la linea propugnata dal Comitato d’Erba, perché un semplice sguardo alla planimetria generale dimostra a colpo d’occhio quanto essa sia, in riguardo alla lunghezza del percorso, lunga e viziosa rispetto all’altra… che quindi la discussione dovea essere limitata alla sola parte discutibile, cioè al solo tratto dalla Guzza ai pressi di Alzate … che equivalenti o pressoché uguali per numero si riconoscevano le popolazioni servite … ha concluso col ritenere la superiorità del tracciato basso, per andamento più regolare…"Occorsero ancora cinque anni, finchè nel 1888 la linea venne finalmente inaugurata. Essa nacque a scartamento ordinario, con armamento da 28 Kg/metro: condizione che contribuì non poco alla bassa velocità massima consentita lungo tutta la tratta (60Km/h).

Salvo Bordonaro
Roberto Ghioldi